
Sempre più spesso sentiamo parlare di blockchain, di tematiche legate ai big data e di tutela delle informazioni personali. Argomenti che, in ambito sanitario, assumono un valore molto importante, ma che al contempo sono un patrimonio da gestire in maniera sicura e protetta.
La blockchain viene definita come un registro digitale le cui voci sono raggruppate in blocchi, concatenate in ordine cronologico, la cui integrità è garantita dall’uso di una crittografia specifica. Proprio la procedura di codifica a blocchi costituisce l’elemento rivoluzionario di questa tecnologia in quanto rende i dati informatici sicuri, permanenti e inalterabili rispetto a eventuali errori tecnici involontari o manomissioni arbitrarie di terze parti. Inoltre, la cronologia delle informazioni contenute fornisce prova certa circa la data di creazione, l’origine, il contenuto, la sicurezza e l’integrità di dati e transazioni. Il contenuto dei blocchi, una volta scritto, non è più modificabile né eliminabile, a meno di non invalidare l’intera struttura. Ma non solo: qualsiasi forma di manomissione o errore è resa subito visibile.
Proprio per queste sue caratteristiche si ritiene che la blockchain sia in grado di mutare radicalmente il mondo dell’impresa, dei servizi, della pubblica amministrazione, della finanza e della governance globale nel prossimo decennio.
Anche in ambito sanitario la blockchain può rappresentare un elemento di innovazione impensabile fino a qualche tempo fa: potrà fornire un’architettura sicura per lo scambio e la condivisione dei dati all’interno del sistema sanitario nazionale e con i pazienti che, a loro volta, potranno avere il pieno controllo delle informazioni sul proprio conto e gestirne la condivisione in totale sicurezza e in tempo reale.
La crescente domanda di servizi sanitari e di assistenza integrata accentua la necessità di una tecnologia dell’informazione del sistema sempre di più indipendente dagli intermediari. La blockchain può aiutare a superare questo aspetto: richiede più livelli di autenticazione e, allo stesso tempo, fornisce una funzionalità completa, un accesso a dati ordinati cronologicamente.
La tecnologia blockchain, infatti, altro non è che un registro decentralizzato, di cui ogni centro detiene una copia, e ogni volta che un dato viene modificato, la modifica viene riportata su tutte le copie della rete con un doppio obiettivo: avere sempre un documento aggiornato con tutti i dati in ciascuna sede e identificare immediatamente eventuali attacchi a uno dei database che può essere congelato senza impedire che gli altri centri lavorino in sicurezza. La metodologia garantisce quindi ai centri la massima trasparenza, ovvero una sorta di proprietà condivisa in cui ogni modifica apportata viene vista in tempo reale da tutti, e assicura al tempo stesso ai cittadini privacy e immodificabilità dei dati dall’esterno.
In questo quadro, e in particolare per quanto riguarda gli aspetti sanitari dei singoli individui, il tema della privacy è molto sentito: i pazienti considerano i dati sulla salute un valore da custodire con estrema cura, secondi solo a quelli sui propri risparmi. I cittadini desiderano essere sempre più sicuri, meglio informati e più partecipi nella gestione delle informazioni che riguardano le proprie malattie. La blockchain può essere sicuramente un percorso da intraprendere per valutare soluzioni misurabili in tempi brevi. Basti pensare a tutti i sistemi che aiutano i pazienti a seguire le terapie, alla ricerca clinica, alle terapie avanzate e alla medicina personalizzata.
Per portare alcuni esempi, uno dei possibili utilizzi della blockchain in ambito sanitario, potrebbe essere quello di verificare l’identità digitale del paziente, tenendo traccia della cronologia delle prescrizioni mediche, delle somministrazioni di farmaci e dell’uso della terapia. Un’ulteriore applicazione potrebbe riguardare anche la corretta applicazione dei protocolli terapeutici e dei dispositivi medici. Più in generale, questa tecnologia potrebbe servire come base per applicazioni più elaborate nell’assistenza sanitaria, incluse le autorizzazioni preventive e l’elaborazione automatica dei dati.
Attraverso una maggiore trasparenza del sistema, fiducia da parte di tutti gli operatori, pazienti inclusi, e accesso ai dati, il sistema sanitario può avviarsi verso una migliore sicurezza ed efficacia complessiva, garantendo qualità e sicurezza dei farmaci e dei dispositivi medici.
Infine, la centralità del paziente, assieme alle azioni mediche, presenta notevoli potenzialità per la riduzione dei costi delle cure somministrate dai sistemi sanitari. La blockchain anche se non risolverà tutti le problematiche relative alla sanità, è sicuramente uno strumento che potrà essere molto utile per migliorare il sistema e ampliare l’integrazione delle informazioni in materia di assistenza sanitaria.
Articolo pubblicato sul sito del Cluster Nazionale Scienze della Vita ALISEI